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Maria Victoria Di Pace nei panni "LINDA"
di Liliana Carbone
Si ferma giusto il tempo di una pausa, quella del pranzo, perché dopo si riprendono a girare le scene del film di Monica e Barbara Sgambellone "TUTTI INTORNO A LINDA, dove lei, Maria Victoria Di Pace, interpreta la bella e trentenne Linda, primo ruolo come attrice protagonista al cinema. Le scene, girate all’interno di una casa di via San Dalmazzo, in pieno centro a Torino, si sono sospese per qualche minuto. Fuori c’è un via vai di gente, di macchine e curiosi.
Poi si vedono passare i tecnici, gli "addetti ai lavori" della produzione e poi arriva anche Maria Victoria, capelli che le coprono le spalle, occhi neri e profondi e un sorriso stampato su quel bel viso che dura per tutto il tempo della nostra chiacchierata. Perché Maria Victoria è così: semplice, bellissima. Argentina (lei dice di essere e sentirsi anche un’italiana per il 50 per cento perché suo padre è abruzzese, perché in Italia ha vissuto per otto lunghi anni e i suoi fidanzati sono stati italiani), attrice di teatro, di cinema, ma anche cantante e ballerina di tango, Maria Victoria è un’artista a tutti gli effetti. E ha in testa un altro sogno: vuole diventare una brava regista, anche se i primi passi li ha già mossi dirigendo il suo spettacolo "No body nose" al teatro Space di Londra. "L’attore è come un bambino che vive in uno stato di continua fragilità - dice -, il regista è invece come un padre, come un piccolo creatore di mondi diversi di cui anch’io vorrei essere parte, un giorno".

Che tipo è Linda? "E’ una ragazza buffa (sbatte contro un palo perché è distratta; il suo ragazzo la lascia fuori in balcone perché l’"altra" sta per sorprenderli), ma sa anche essere seria e sexy. Vive la crisi dei trentenni alla ricerca di un lavoro stabile (le capita anche di fare qualche pubblicità per materassi e salva slip) e dell’amore vero (ci sono tre uomini che le "ronzano" intorno ma lei proprio non riesce a costruire un rapporto maturo con nessuno). Linda vorrebbe essere un’attrice famosa, ma è in balia di una crisi che la spiazza. Come del resto accade per i suoi amici Edoardo, giovane omosessuale che vorrebbe diventare un poeta, e Sara che aspira ad essere una intraprendente manager". Qual è il messaggio del film? "Sta nell’ultima frase del copione che insegna: "Più si ha paura che le cose accadano e più accadranno", che in fondo è come dire che la nostra vita cambia positivamente quando decidiamo di affrontare le nostre paure. Eppure Linda, Arturo, Sara ed Edoardo hanno paura di farlo. Linda, ad esempio, può alleviare la sua malattia solo in due modi: entrando in una sala operatoria o avendo un bambino". E va bene. Secondo te sono davvero come i protagonisti di "Linda F" i trentenni di oggi? "Forse sì, perché hanno paura di affrontare i problemi e pensano che in fondo è meglio prendersela con comodo. Quando poi il destino li mette nella condizione di affrontare i problemi dell’esistenza, ecco allora che le cose cambiano, c’è la svolta che ribalta completamente la vita. I trentenni di oggi sono in fondo degli adolescenti di 30 anni fa". Ed è così anche per i trentenni del tuo Paese? "In Argentina le cose sono molto diverse. La vita laggiù è più difficile rispetto a qui, i giovani lavorano e studiano contemporaneamente e questo li obbliga a maturare in fretta. I miei amici a 25 anni avevano formato già una famiglia e ora sono professionisti e hanno già un paio di figli. In un paese povero si dà valore ad altre cose, prima". Linda e Maria Victoria: quanto sono vicine e distanti? "Per molte cose siamo molto simili. Anch’io mi sento buffa in certi momenti (inciampo, casco a terra perché sono distratta, a volte "parlo" con le espressioni del mio viso), ma non ho paura delle sale operatorie a differenza di Linda (sorride)!". Chi è invece Maria Victoria? "Amo la vita e cerco di essere molto solare. Sono una persona fragile che ha dovuto imparare ad essere forte. Non mi faccio mettere i piedi in testa e ho una sensibilità esagerata che mi porta ad avere una percezione del mondo molto sottile". Attrice di teatro e cinema, ballerina e cantante: rispetto agli artisti della tua età ti senti un'artista completa? "Certo, e per un verso è un fatto molto positivo, per un altro però può essere volano di preconcetti, come pensare che in fondo è impossibile saper fare tutto"bene". Ma a volte non è così". Quanto è stato importante il teatro? "E’ stato fondamentale per diventare quella che sono oggi. Porterò nel mio cuore sempre gli insegnamenti del mio grande maestro, il regista russo Anton Milenin. Solo ora, a distanza di anni, capisco cosa ha voluto trasmettermi. E grande maestra è stata la stessa Valeria Morricone che mi ha fatto credere molto di più in me stessa. Lei è stata una svolta nella mia vita professionale, ha lasciato un segno importante". Tra il cinema, la danza e la musica qual è la disciplina in cui ti identifichi di più? "Non ce n’è una in particolare perché ognuna mi fa essere diversa ogni volta. Quando recito sono più in tensione, sono molto attenta (e mai soddisfatta di quello che faccio!). Quando canto (hanno scoperto la mia voce a scuola di recitazione: è stato un regista a farmi i complimenti per la voce così calda, e da quel giorno non mi sono più fermata) è una liberazione totale, un piacere unico. La danza è una passione inconscia: quando sento la musica il mio corpo comincia a vibrare". Che cosa ti piace dell'Italia? "Adoro il cibo italiano e le mie abitudini nel mangiare sono italiane. Dell’Italia mi piace anche un altro aspetto: in qualunque posto vada c’è una storia, una cultura, un’arte, un dialetto, una cucina particolari, ogni luogo sa essere profondamente diverso da un altro anche a pochi chilometri di distanza. L’Italia poi mi ha regalato la possibilità di diventare un’attrice diplomata e per questo le sono molto riconoscente". E’ la prima volta che vedi Torino? "E’ la seconda volta per lavoro. La prima è stata quattro anni fa per lo spettacolo "Questa sera si recita a soggetto" di Pirandello che con la mia compagnia ho portato in scena al Teatro Carignano. E poi ci sono tornata per questo film e ne sono felice. Torino è una bella città, c’è un grande movimento culturale che la rende affascinante e curiosa. Mi ricorda tanto Parigi".  Cosa ami della vita? "Tante cose, ma per prime la bontà delle persone e la natura". Se non avessi fatto l'attrice, la ballerina e la cantante, cosa avresti fatto da grande? "Il ginecologo oppure l’ostetrica". Quali sono i tuoi progetti futuri? "Con un artista francese ho intenzione di portare a teatro lo spettacolo "Nascita" che a maggio scorso ho presentato nella versione di 10 minuti". Fuori dagli impegni lavorativi, invece? "Mi piacciono tanto i bambini…". Come Linda, stai rincorrendo il tuo grande sogno? "Rispetto a Linda mi sento di essere un passo più avanti perché ho realizzato quello che volevo, sono un’attrice che fa quello che ama, e ho affrontato già le mie grandi paure. Linda è ora come Maria Victoria tre anni fa". |